Le Saline di Margherita di Savoia

In Puglia e più precisamente all’estremità nord della provincia di Barletta-Andria-Trani, la BAT, a ridosso del fiume Ofanto è situata la cittadina di Margherita di Savoia con le sue estese Saline marine.
La località è nota principalmente per la sua conformazione, una striscia di terra tra il mare e le omonime saline, che, riconosciute come riserva naturale statale e zona umida di valore internazionale sono le più grandi d’Europa e seconde al mondo. La cittadina annessa presenta una forma allungata ed è immersa in un paesaggio fatto di bellezze naturali, tra il golfo di Manfredonia e il promontorio garganico a nord, la terra di Bari a sud e le alture della Murgia a ovest.

Le origini delle saline

La storia della città è strettamente legata alla conformazione del suo territorio.
La prima rappresentazione grafica della salina e dell’attività produttiva al suo interno è la Tavola Peutingeriana, una riproduzione medievale dell’Impero Romano del III secolo d.C. In questa mappa c’è un chiaro riferimento all’antico centro abitato allora chiamato Salinis. Nel XII secolo, le saline erano sotto la giurisdizione di Canne e quindi denominate Salinae Cannarum.
Nella zona pianeggiante che oggi ospita la città in passato sorgevano i laghi Salso e Salpi: queste conche paludose dal terreno argilloso si riempivano periodicamente grazie all’alternarsi delle maree per poi lasciare posto al sale una volta evaporata l’acqua di mare. Questo ambiente angusto e poco favorevole alla sussistenza umana fece sì che le famiglie dei salinari, per sfuggire all’aria appestata della palude e alle incursioni saracene, all’inizio del XIV secolo si rifugiassero alla periferia di Barletta dalla quale dipesero tanto da chiamare il villaggio con il nome di Salina di Barletta. Il paesaggio è stato successivamente bonificato e i laghi messi in coltura.
Tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo si intensificò un movimento di ritorno da parte dei salinari alle Saline: venne così a costituirsi un piccolo villaggio caratterizzato dalla presenza dei pagliai, umili abitazioni scomparse progressivamente per lasciare spazio alle costruzioni in muratura.

Le saline di Margherita di Savoia

Con un’estensione totale di circa 4500 ettari di cui circa 4000 coperti dalle acque, la superficie delle saline è suddivisa in due zone, una detta evaporante (circa 3500 ettari) e l’altra detta salante (500 ettari). La prima serve a portare le acque di mare a saturazione rispetto al cloruro di sodio: in questa fase la densità dell’acqua passa da 3.5 gradi Baumé a 25.7 preparando così le acque per accedere alla zona salante, nella quale l’acqua, raggiungendo i 30 gradi Bé lascerà il posto al sale e quindi al successivo processo di raccolta.
Le vasche della prima zona, hanno superfici e forme irregolari a seconda dell’andamento altimetrico del terreno, le vasche della zona salante invece, per esigenze di raccolta, hanno forme regolari.
Il processo che porta alla formazione del sale, avviene in questo luogo, come abbiamo visto, da sempre ed in maniera naturale. Dopo la bonifica l’intervento dell’uomo ha fatto sì che il processo produttivo venisse “potenziato” sebbene il movimento delle acque a ciclo continuo delle vasche è tutt’ora realizzato sfruttando il naturale dislivello del terreno.
Dove ciò non è possibile sono state poste delle stazioni idrovore dislocate nell’intero territorio.

La zona evaporante

La prima di queste stazioni, denominata Idrovora Aloisa e sita nella zona denominata Alma Dannata, è quella che provvede al prelevamento delle acque del mare che poi inonderà le vasche della zona evaporante.
La quantità di acque prelevate è variabile di anno in anno ma si aggira attorno ai 30.000.000 metri cubi. Alla fine di questa prima fase le acque saranno pronte per accedere alla seconda zona evaporante: Salpi Nuovo.
Nelle Vasche di Salpi Nuovo, l’acqua raggiunge una densità di circa 11 gradi Bé. In questa fase le acque subiranno un’ulteriore evaporazione rilasciando carbonato di calcio.
Di vasca in vasca l’acqua prosegue poi il suo viaggio e attraversando la Vasca Paradiso viene convogliata nella terza zona evaporante dove raggiungerà i 20 gradi Bé.
L’ultima tappa di questo lungo viaggio delle acque nella zona evaporante è rappresentata dall’arrivo nelle Vasche Servitrici dove le acque raggiungeranno 26 gradi Bé.

La zona salante

A questo punto, dopo nove mesi di incessante cammino, l’acqua ormai satura è pronta a depositare il sale nella Zona Salante.
In questa fase le correnti dovute ai venti svolgono un ruolo fondamentale in quanto, indirizzando con il loro flusso il movimento delle acque ne favorirà l’evaporazione.
Dopo qualche giorno di riposo le vasche della zona Salante vengono definitivamente svuotate dall’acqua madre lasciando spazio al sale ed al suo biancore accecante.
Questa zona è inoltre caratterizzata dalla tipica colorazione dell’acqua che va dal rosa al rosso mattone, dovuta alla presenza della Dunaliella Salina, la quale, essendo rivestita di un pigmento rossastro conferisce all’acqua il suo colore.

La flora e la fauna delle saline

Innumerevoli sono le forme di vita che abitano questo territorio che per sua stessa natura vanta un ecosistema tipico delle zone umide protette, di cui le saline fanno parte dal 1977.
Soprattutto nella zona evaporante le condizioni ambientali sono ideali per la proliferazione di flora e fauna diversificate.
Tra le specie che nidificano in queste terre argillose, troviamo il Cavaliere d’Italia, Fraticello, Avocetta ed il più noto Fenicottero Rosa che conta una colonia di circa 4000 individui.
Troviamo inoltre rilevanti presenze di Gargetta, Volpoca, Gabbiano Reale, Gabbiano Roseo ed innumerevoli altre specie alcune delle quali a rischio estinzione.
Tante sono le erbe spontanee che crescono in questi terreni argillosi, tra queste troviamo la salicornia che grazie alle sue caratteristiche aiuta a trattenere i fanghi ipersalini evitando la loro dispersione nei terreni circostanti.

Birdwatching e visite guidate

Quello della Riserva Naturale Saline di Margherita di Savoia è un territorio molto esteso, che si modifica e varia man mano che lo si percorre o costeggia. Per un lungo tratto è possibile fare rilassanti passeggiate in bicicletta costeggiando le suggestive vasche rosa della zona salante, giungendo alla bianchissima montagna di sale dove è invece possibile accedere solo con l’accompagnamento di una guida.
Tra i diversi itinerari possibili quelli più lunghi prevedono alcune fermate tra le vasche della zona evaporante, più a nord, dove la selezione naturale ha dato vita ad una diversità e varietà di forme difficilmente riscontrabili altrove.
Proprio per questo la LiPU , in accordo con il Corpo forestale dello Stato, il Comune di Margherita di Savoia e la Provincia di Foggia, ha costruito un Osservatorio per il birdwatching che, situato all’interno del Villaggio dei Salinieri, nei pressi di Torre Pietra, di cui parleremo più avanti, e preceduto da un’area didattica, costituisce una stazione di ricerca dove gli studiosi possono analizzare i flussi migratori.

Il magazzino Nervi

A ridosso delle vasche della zona Salante, in pieno centro cittadino, sorge il Magazzino Nervi. Prende il nome dal suo disegnatore, Pierluigi Nervi, che Nikolaus Pevsner definì “il più geniale modellatore di cemento armato della nostra epoca”. Il Magazzino Sofisticazione Sali fu costruito a Margherita di Savoia tra il 1935 ed il 1936 e fu la prima realizzazione di Nervi nel settore Saliniero.
Lungo 62 metri e largo 22, all’interno lo spazio è scandito dalla presenza di 12 archi parabolici, la cui forma deriva direttamente dalla sagoma piramidale delle montagne di sale che vi si accumulavano, in una perfetta aderenza tra forma e funzione.
Il Torrione o Torre delle Saline
Il Torrione di Margherita di Savoia situato non lontano dal centro dell’omonima città, era originariamente utilizzato per esplicare funzioni di avvistamento, doganali, anti-contrabbando e di carico, tutte legate all’estrazione del sale.
Il Torrione, insieme alla Capella ed ai alle prime abitazioni, i pagliai, costitui’ il primo nucleo dell’abitato di Saline di Barletta, denominazione del comune fino al 1879.
Adiacente ad esso, un vecchio deposito del sale che ospita oggi il Museo delle Saline, custode di oggetti e macchinari che ripercorrono la storia dell’estrazione del sale.

Trattamenti e benefici

Si può trarre beneficio da questo territorio anche senza necessità di addentrarsi al suo interno. A Margherita di Savoia infatti è presente uno stabilimento termale tra i più completi del centro sud le cui acque termali provengono direttamente dalle saline. Dispone di attrezzature medico-sanitarie tra le più moderne.

Le acque termali

L’alta concentrazione salina, il contenuto di bromo e di iodio rendono le “acque madri” particolarmente efficaci nella prevenzione e nella cura di diverse patologie.
Queste acque sono prive di flora patogena, vengono infatti definite “batteriologicamente pure”.

I fanghi termali

Il fango matura attraverso il contatto prolungato per decenni con le “acque madri” e viene mineralizzato dalla deposizione dei sali in esso contenuti. Nello stabilimento termale vengono utilizzati fanghi naturali e mai riciclati, grazie alla vasta estensione delle saline che ne garantiscono una quantità praticamente inesauribile. E’ una caratteristica peculiare delle Terme di Margherita di Savoia.

Curiosità sulle saline

Questo territorio noto sin dall’antichità per la naturale produzione di sale ha sempre goduto di un gran fervore produttivo nel corso dei secoli.
Molte sono le curiosità e le storie affascinanti legate a questo posto, di seguito sono riportate le più interessanti.

I formati del sale

La produzione del sale nei diversi formati che tutti conosciamo, non avviene tramite processi svolti dal lavoro dell’uomo: gli argini delle vasche salanti sono diversi tra loro, alcuni sono in cemento altri in legno. La disposizione di queste due tipologie di argine, apparentemente casuale, tiene conto in realtà delle correnti d’aria, che abbiamo visto essere elemento fondamentale per favorire il processo di evaporazione. Il vento, facendo muovere l’acqua densa di queste vasche, fa si che il sale al suo interno assuma dimensioni diverse a seconda della durezza dell’argine con il quale entra in contatto: grazie agli argini in cemento sarà così ottenuto il sale fino, da quelli in legno di media dimensione mentre il sale grosso si depositerà al centro della vasca. A questo è solo necessario setacciare il sale per distinguere i diversi formati d’interesse.

I fenicotteri rosa

La particolare colorazione dei fenicotteri può essere più o meno appariscente in relazione alla dieta. Essi si nutrono di crostacei tra cui l’Artemia Salina che nutrendosi a sua volta della Dunaliella Salina, secerne betacarotene che darà la porticolare colorazione al fenicottero. Alla nascita i fenicotteri hanno infatti un piumaggio dal colore grigiastro che con il tempo tende a cedere il posto al rosa. I pigmenti inoltre non sono stabili nel tempo: le penne cadute durante la muta perderanno rapidamente il loro tipico colore.

La leggenda di Alma Dannata

La zona in cui si trova la prima zona evaporante viene ancora oggi chiamata Alma Dannata. L’origine di questo nome risale al terzo secolo a.C. quando Annibale, trovandosi nei pressi del lago Salpi, conobbe Iride, figlia del capo villaggio di Salapia e se ne innamorò. La donna pregò annibale di risparmiare il suo popolo che così si alleò con Annibale contro i Romani. Quando la guerrà finì i romani si vendicarono della città traditrice radendo al suolo Salapia. Sulla poverai Iride venne così riversato l’odio di tutti gli abitanti di Salapia e la lapidarono per poi seporla nei fanghi del Salpi. Da allora in questo punto si tramanda la tradizione di scagliare una pietra per scacciare la malasorte.

L’acqua madre viene definita tale in quanto, così come una madre partorisce il proprio figlio dopo un lungo percorso della durata di nove mesi, anch’essa “partorisce” ciò che è il risultato del suo lungo cammino iniziato dalle acque del mare e concluso poi nella zona salante: il sale. L’acqua madre inoltre, con la sua densità di 30 Bè è l’unica acqua che può entrare in contatto con il sale senza che questo si sciolga.

Conclusioni

Le saline di Margherita di Savoia sono il luogo unico ed incantato, meta ideale per chiunque abbia voglia di passare qualche ora a stretto contatto con la natura più incontaminata.